Progetto - La Fattoria degli Animali PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 30 Ottobre 2013 09:53

Premessa

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Gli animali - per le loro straordinarie doti di sensibilità, di adattamento e la possibilità di instaurare con essi una comunicazione non verbale, sono da sempre stati ritenuti una "reale medicina".

Ippocrate consigliava lunghe cavalcate per combattere l'ansia e l'insonnia.

L'effetto positivo si basa sul particolare rapporto dialettico che si instaura tra il soggetto e l'animale, fondato su un linguaggio prettamente motorio, ricco di sensazioni piacevoli e rassicuranti, estremamente coinvolgenti sotto il profilo emozionale.

Fino dalle fasi iniziali, la conoscenza dell'animale e del suo ambiente, il suo accudimento e cura rappresentano la concretizzazione di molte fantasie, contribuendo ad instaurare senso di fiducia e di sicurezza.

Le Attività di Fattoria – scandite dalle stagioni e legate ai ritmi di vita lenti tipici di un tempo, saranno finalizzate anche all'incontro generazionale (bambini – nonni) per uno scambio di esperienze legate all'ambiente naturale, la campagna e la storia della nostra cultura contadina.

Il Corretto stile di vita – varie attività ricreative per la diffusione di una cultura del movimento e della sana alimentazione, per la valorizzazione dei loro benefici in termini di salute e prevenzione.

 

Chi partecipa :

Il progetto è rivolto a bambini e ragazzi con disabilità psichiche di varia entità o fisiche lievi o forme di disagio o svantaggio socio-economico.

 

 

Cosa possiamo ottenere :

A livello neuropsicologico è possibile, sfruttando le azioni degli animali e le attività ludico-ricreative di fattoria, attraverso il comportamento intenzionale del ragazzo, attivare più adeguate reazioni.

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E' possibile ipotizzare un miglioramento dei livelli di concentrazione, di estroversione, di vigilanza, di espressività e riduzione dell'aggressività.

In analogia, la modulazione delle cariche aggressive, talvolta alterate nel ritardo di prestazioni intellettive, sono controllate dalla necessità di evitare spiacevoli reazioni e di ottenere un'adeguata gratificazione ludica.

Si determina frequentemente, nel soggetto, il desiderio di comunicare all'animale o all'operatore il proprio stato emotivo e, in tal senso, la pratica favorisce l'espressività e la finalizzazione della comunicazione.

Inoltre, la pratica di una attività così particolare e complessa, porta il soggetto alla scoperta di possibilità non valutate in precedenza.

Nel progredire del percorso ludico-ricreativo aumenta la capacità di progettare ed organizzare il movimento (conoscenza spazio tempo), il controllo della propria emotività, il sentimento di fiducia e di autostima, l'inserimento sociale.

Si apprezzerà il valore delle nostre tradizioni, della storia della cultura contadina, della sana alimentazione.

 

Perché la terapia a cavallo funziona?

  • perché il cavallo si muove alle varie andature con movimenti ritmici e prevedibili, cui è più facile adattarsi con i movimenti del corpo;
  • perché il cavallo è estremamente sensibile al linguaggio del corpo, inteso come gestualità, ed è molto recettivo verso tutti i tipi di comunicazione;
  • perché cavalcare a varie andature impegna più gruppi muscolari e coinvolge diversi campi della psicofisiologia e psicomotricità;
  • perché il cavallo è in grado di generare sentimenti ed emozioni intense, attraverso il coinvolgimento emotivo si favorisce l'apprendimento;
  • perché gli stimoli visivo spaziali forniti dal maneggio, con variazioni cromatiche e di luminosità in rapporto anche al movimento del cavallo, sollecitano un'attenzione visiva mirata, che facilita la percezione spaziale;
  • perché l'ambiente di vita dei cavalli ha rumori ed odori caratteristici, molto evocativi;
  • perché il contatto con un animale di grandi dimensioni permette una stimolazione tattile intensa, che aiuta la presa di coscienza e la conoscenza di sé e del proprio corpo;
  • perché il cavallo esprime emozioni proprie, come la paura, in cui ci si può riconoscere e dove si può assumere un ruolo rassicurante, passando da soggetto passivo di attenzione da parte degli adulti, a soggetto attivo verso il cavallo di rassicurazione, da oggetto di cure, a dispensatore di attenzione e cure verso un essere vivente che ne ha bisogno
  • perché cavalcare un animale grande e potente provoca sensazioni di protezione, di autostima e fiducia in se stessi;
  • perché il cavallo possiede tutte le qualità (calore, morbidezza, odore, movimenti regolari, grandi occhi con sguardo intenso) necessarie a stimolare il processo di attaccamento, fondamentale per lo sviluppo dell'essere umano;
  • perché andare a cavallo permette di stabilire contatti fisici ed anche di essere gratificati, sia dall'offrire all'animale carezze e massaggi, sia dal ricevere in cambio manifestazioni di gratificazione.

 

Progetto

Finalità ed obiettivi

Per tutti:

  • Migliorare l'autostima attraverso il rapporto con gli animali.
  • Sviluppare schemi motori globali corretti per favorire movimenti finalizzati e precisi.
  • Rappresentare in vario modo l'esperienza vissuta (disegni, sculture, collage di materiali vari, fotografia, teatralizzazione).
  • Organizzare il movimento per aumentare la conoscenza spazio-temporale e controllare la propria emotività.
  • Conoscere l'animale ed il suo ambiente per instaurare senso di fiducia e di sicurezza.
  • Prendere coscienza dello scorrere del tempo, l'alternarsi delle stagioni, con il relativo impatto sulla crescita delle piante, saper aspettare un risultato.
  • Capire come l'uomo ha saputo scoprire i segreti della natura e delle piante (aromatiche, officinali, ecc.)

Per il gruppo dell'esperienza equestre:

  • Interazione con il cavallo mediante schemi motori da terra di comunicazione non verbale.
  • Montare a cavallo per migliorare gli schemi posturali e di coordinazione.

Nella fase pratica i ragazzi saranno divisi in gruppi: tutti interagiranno con gli animali della fattoria, parteciperanno alle varie attività secondo la stagione (coltivazione dell'orto, raccolta delle olive, vendemmia e vinificazione ecc.) ed a tutte le altre attività ludico-ricreative.

Un gruppo più piccolo, con caratteristiche di maggiore autonomia personale, anche con i cavalli, con metodiche particolari dette naturali.

A terra - I metodi naturali prevedono un'iniziale lavoro da terra con i cavalli attivando schemi motori paragonabili a quelli presenti nel branco. La comunicazione avviene perciò attraverso un'interazione non verbale riconosciuta dal cavallo perché prevista dal suo codice genetico. Se i movimenti da terra non sono precisi e finalizzati il cavallo si disinteresserà a noi, diversamente interagirà come farebbe con un suo simile.

A cavallo - L'assetto specifico del montare a cavallo rappresenta una vera e propria correzione globale contro gli schemi posturali patologici.

Il movimento ritmato ed oscillatorio tipico del cavallo determina sui ragazzi una molteplicità di stimoli afferenti sensoriali e sensitivi che interessano il bacino, il rachide e i cingoli con stimolazione dei sistemi di equilibrio e dei meccanismi di raddrizzamento e di coordinazione.

 

Fasi e tempi

Per tutti:

In aula -

In preparazione dell'esperienza pratica:

  • familiarizzare con gli animali e le attività stagionali della fattoria tramite figure, filmati, storie,racconti
  • eseguire disegni, sculture, collage di carta colorata e materiali vari riciclati sul tema

Dopo o durante la fase della pratica (in caso di maltempo):

  • disegni dell'esperienza vissuta
  • collage dei disegni e delle foto fatte, teatralizzazione dell'esperienza vissuta

Per il gruppo sul "Corretto e sano stile di vita"

  • valore di una sana alimentazione,
  • utilizzo in cucina delle piante spontanee
  • le piante officinali, la prevenzione delle malattie

In fattoria -

  • osservare gli animali, disegnarli, fotografarli, imitarli
  • partecipare all'attività di alimentazione e cura degli animali
  • sviluppo dei 5 sensi con l'animale
  • partecipare alle attività di fattoria (semina e raccolta dei prodotti dell'orto, raccolta della frutta e delle olive, vendemmia, vinificazione, ecc.)
  • incontro generazionale bambini-nonni sulla vita di una volta (antichi giochi, strumenti di lavoro, ritmi di vita, ecc.)
  • esperienza e raccolta delle piante medicinali, aromatiche e commestibili spontanee

Per il gruppo dell'esperienza equestre:

Prima fase:

il bambino/ragazzo insieme agli operatori, dopo aver vinto le paure e la diffidenza iniziale, farà esperienza, con i metodi naturali dell'etologia moderna, dell'interazione da terra con l'animale (comunicazione non verbale)

  1. Chiamare l'animale a sé
  2. Farsi seguire
  3. Vari esercizi da terra
  4. Gratificarlo con carezze e bocconcini

Se il bambino/ragazzo gradisce il contatto, si passerà alla fase dei massaggi e del riconoscimento dello schema corporeo dell'animale.

Seconda fase:

quando il bambino/ragazzo avrà acquisito sufficiente familiarità con la vicinanza dell'animale lo dovrà pulire, strigliare, vestire e preparare per la terza fase.

Terza fase:

l'approccio avverrà inizialmente, utilizzando il fascione, a pelo. Poi, a seconda dell'età, nel momento in cui dimostrerà di essere in grado di poter condurre in parziale autonomia il cavallo, sarà sostituito con una sella, al fine di avvicinarlo ad una fase pre-sportiva dell'equitazione, non tralasciando naturalmente l'aspetto ludico dell'attività.

Il tutto sempre accompagnato da terra dagli operatori che saranno in grado di intervenire in caso di necessità.

Con l'ausilio degli operatori, saranno apprese le tecniche di conduzione dell'animale a cui seguiranno semplicissimi esercizi/giochi in modo da poter raggiungere un grado di autonomia tale da consentire di potere condurre l'animale da solo.

Quarta fase:

comprende la svestizione dell'animale, il suo accudimento e rifocillamento.

 

Gli incontri saranno condotti da insegnanti, tecnici di equiturismo e di equitazione ricreativa per disabili, con la partecipazione di una dietista , una psicologa e volontari

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Conclusioni

La caratteristica distintiva di questo progetto è quella di unire il lavoro sulla comunicazione mediante il corpo e le immagini, all'esperienza pratica con gli animali e le attività reali di fattoria.

Attraverso una sorta di linguaggio parallelo e di supporto a quello verbale, fatto di disegni, immagini, foto e successivamente anche di parole scritte e gesti teatrali che possano aiutare in questo percorso.

Al termine del progetto sarà prevista la pubblicazione dell'esperienza vissuta da tutti, ragazzi, genitori, insegnanti ed operatori per riflettere, migliorare e crescere nelle esperienze future.

 

A chi è rivolto

È rivolto a bambini/ragazzi diversamente abili, con disagio psichico o sociale.

Delle scuole materne, elementari o medie.

 

Dove

   - Aula del CIF centro Italiano Femminile  Via Cecconi 11 Livorno

   - Fattoria – ASD Circolo Ippico Unicorno a Castellaccio 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Ottobre 2013 10:25
 

Notizie flash

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